Il Maestro Fabio Picchi non ha certo bisogno di essere omaggiato da una perfetta sconosciuta come me,  ma la sua cucina, che affonda nelle radici più profonde della tradizione toscana, è semplice e al tempo stesso rivoluzionaria. Lui è un Mago che riesce a farti assaporare una ricetta solo con le sue colorite e bellissime descrizioni, riportandoti indietro nel tempo. Un viaggio a ritroso nel gusto, fatto di semplicità e genuinità, di piccoli gesti e grandi emozioni.

Questo mio entusiasmo è dato dall’aver appena ricevuto  la sua ultima fatica letteraria I dieci comandamenti per non far peccato in cucina. Ve ne dono un assaggio e capirete subito cosa intendo dire:

Piccoli gesti per grandi risultati (pag. 15)

In assenza di acciughe, per la vostra colazione, usate il sale per sporcare una fetta di pane imburrata. Se a voi offerta, o se voi offrite, capirete con chi avete a che fare o, nel secondo caso, la misura esatta del vostro saper cucinare, come dell’amare voi stessi e gli altri.

I vostri obiettivi: la temperatura del burro lasciato lontano dal freddo e dal caldo, la ricerca del tempo per una comoda spalmatura. Per farla breve, togliere il burro dal frigorifero né troppo presto, né troppo tardi. Burro non liquefatto né pronto a frantumarsi. Se trovato, questo tempo vi eleverà alla potenza delle madri o padri capaci di colazioni e merende straordinarie. Produttrici di ambiti familiari amati, fondanti memorie indelebili. Pane e sale, pane e zucchero, pane, burro e acciuga, pane, zucchero e acqua, pane, zucchero e vino, pane e olio con sale e un nonniente di pepe. Per uomini e donne che cominciano a crescere nel rispetto e nella fortuna dell’abbondanza possibile. Dio ci scampi e liberi da temperature errate, innervosenti, che rendono le spalmature complesse e fastidiose, nel rischio di rottura delle fette di pane. Madri e padri ansiosi, frettolosi nel porgere colazioni o merende che in pochi attimi si trasmormano in stati innervosenti, attimi non amati, non amanti, non innamorati.

Il male è in agguato, ma tenersene lontani è semplice.

Tratto da :I dieci comandamenti per non far peccato in cucina di Fabio Picchi ed. Mondadori, io l’ho ordinato qui.

Quanti ricordi scaturiscono in me queste parole, le merende di bambina quando la nutella era nelle vaschettine di alluminio e  in casa non c’erano (per fortuna!) merendine piene di conservanti, coloranti, addensanti….In aggiunta a quelle citate dal Maestro ricordo: pane, ricotta e zucchero; pane strusciato col pomodoro oppure il ciambellone del forno del paese che sembrava fatto in casa…e voi con cosa facevate merenda da piccoli? Dai, raccontatemelo….

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